Alessia, trovato il donatore di midollo

SANTORSO. Il trapianto di midollo osseo potrebbe essere eseguito nella clinica di Padova verso la metà di aprile. La ragazzina è stata informata dai genitori ed attende serena di poter tornare ad una vita normale, fuori dagli ospedali.

 

Santorso. C'è il donatore di midollo osseo per Alessia. La notizia che tutta Santorso (ma forse è meglio dire tutto il Vicentino, vista la mobilitazione di massa verificatasi tre mesi fa) attendeva, è arrivata ieri in casa Filippi. La piccola di 9 anni, affetta da leucemia mieloide acuta, ha trovato il donatore che cercava. Il trapianto avverrà ad aprile, probabilmente verso la metà del mese ma ci sono ancora alcuni scogli da superare, a partire dal fatto che il donatore, a quanto pare uno straniero (le possibilità di compatabilità sono una su 100 mila), potrebbe recedere fino all'ultimo momento.

 

«Siamo consapevoli che potrebbe non essere finita ma almeno scorgiamo uno spiraglio di luce alla fine del tunnel - ammettono mamma Marta e papà Fabio. - Alessia è al corrente di tutto ed è fiduciosa. Altrimenti l'unica prospettiva sarebbe quella di aumentare le terapie, già pesanti».

Alessia è ricoverata nel reparto di oncoematologia pediatrica di Padova e a casa c'è stata l'ultima volta il 13 gennaio, per festeggiare il compleanno. In quattro mesi in cui ha fatto la spola anche con la Pediatria dell'ospedale di Thiene (reparto che presto si sposterà a Santorso, portandola più vicina a casa e ai suoi affetti), la piccola ha passato solo tre settimane nella sua cameretta.

 

«Adesso sta bene - spiega mamma Marta - ma si deve riprendere dall'ultimo ciclo di chemioterapia. È dimagrita di quattro chili ma è tutto nella normalità, sta seguendo le medesime cure di tanti altri bambini nella sua situazione. Purtroppo non può vedere gli amici di persona ma è spesso collegata via Skype. Qualche settimana fa si è gustata uno spettacolo di burattini. Lei non ha problemi con le tecnologie».

 

Per quanto riguarda la scuola, segue le lezioni di terza elementare quando può. Le maestre vanno a trovarla a Thiene o a casa. Quando si trova nella clinica padovana, sono i genitori a fare da tramite, consegnando i compiti. «Lei è serena e consapevole, trova persino la forza di scherzare sulla sua condizione - prosegue Marta. - Sa che non sarà una cosa semplice e che potrebbe andare per le lunghe ma è disposta a dare battaglia pur di ritornare ad una vita normale».

 

A seguito dell'appello di familiari, amici e istituto scolastico, nelle aule della scuola si erano presentati centinaia di volontari per far verificare al primario del centro trasfusionale di Schio, Corrado Sardella, l'eventuale compatibilità. Dopo ricerche accurate e allargate, pare siano stati trovati tre donatori che si avvicinano alle esigenze di Alessia. Ed ora c'è quello giusto: «Alessia sa che il trapiano è necessario e noi ci sentiamo più sollevati», conclude mamma Marta.