Il donatore

A cosa serve il trapianto? Come si diventa donatori?

Questi quesiti si presentano frequentemente, e comprensibilmente, quando una persona interessata entra in contatto con la nostra Associazione. Spesso la mancata conoscenza di ciò, che concretamente comporta poi la scelta o meno della donazione, può creare preconcetti o timori immotivati, perciò in questa sezione cerchiamo di dare una risposta alle domande più ricorrenti sull'argomento, sia dal punto di vista dell'impegno personale e dell'iter burocratico e ospedaliero, sia dal punto di vista medico-scientifico.

Per alcune malattie il trapianto di midollo osseo è una soluzione priva di alternative. Le indicazioni al trapianto di CSE (Cellule Staminali Emopoietiche) comprendono: le leucemie acute e croniche, le forme di insufficienza midollare, le talassemie, i linfomi di Hodgkin e non Hodgkin, il mieloma, e altre malattie del sangue, oltre ad alcuni tumori solidi e, di recente, anche alcune malattie autoimmuni.

In Italia sarebbero necessarie circa 1.000 donazioni l’anno, ma una perfetta compatibilità fra donatore e ricevente si verifica 1 volta su 4 solo in ambito familiare e –addirittura!- 1 su 100.000 (centomila!) con individui non consanguinei.

Di qui la necessità di avere una Banca Dati che registri i dati genetici di persone che siano “potenziali” donatori.

Il midollo osseo (non il midollo spinale!)

Il Midollo Osseo (in termine tecnico “midollo emopoietico”) si presenta alla vista come sangue e viene prelevato solitamente dalle ossa del bacino (ossa iliache). Ha il compito di formare di continuo nuove cellule sanguigne (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) in sostituzione di quelle che muoiono naturalmente e terminano la loro funzione. Nelle malattie del sangue, come alcune forme di leucemia, nei linfomi, mielomi, talassemie, il midollo osseo perde questa capacità emopoietica ed è per questo che vi è la necessità di trapiantare nuove cellule emopoietiche che permettano la ripresa completa di tale funzione .

Una precisazione sulla differenza fra Midollo Osseo e Midollo Spinale. Il Midollo Osseo è un tessuto simile al sangue e si trova all’interno delle ossa (in gran quantità nelle ossa piatte di bacino, sterno, etc). Il Midollo spinale si trova solo nella colonna vertebrale ed è un tessuto nervoso. NULLA A CHE VEDERE!

Come diventare donatore

Per diventare potenziali donatori è necessario contattare la sede ADMO più vicina per potersi poi recare presso un Centro Prelievi della provincia di residenza. Dopo un colloquio con un medico si effettuata un semplice esame del sangue, detto tipizzazione HLA, i cui risultati vengono inseriti nel Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo (IBMDR), collegato con tutti i 43 Registri mondiali.

Qualunque persona di età compresa tra i 18 e i 37 anni, che abbia un peso corporeo superiore ai 50 kg, può essere un donatore di midollo osseo purché, ovviamente, non sia affetto da malattie del sangue, da malattie croniche gravi o da altre gravi forme infettive (AIDS, epatite, ecc.). La donazione resterà possibile fino al raggiungimento dei 55 anni.

Con l’iscrizione al Registro il donatore di midollo osseo offre quindi la propria disponibilità a sottoporsi, nel più vicino centro autorizzato, al prelievo. La sua disponibilità, gratuita e anonima, non ha limiti geografici. Non dimentichiamo che la compatibilità si riscontra molto raramente (1 caso su 100.000!) e dunque il più delle volte, il donatore selezionato è l'unico al mondo ad avere la possibilità di salvare la vita di quel malato.

La legge 52 del 6 Marzo 2001 (approvata grazie all’impegno di ADMO) riconosce i diritti del donatore -assenza retribuita dal posto di lavoro per il tempo occorrente a effettuare la tipizzazione HLA e gli altri esami necessari ed infine per la donazione - e pone a carico del Servizio Sanitario Nazionale l’esecuzione degli esami necessari a verificare l'eventuale compatibilità con un paziente, la donazione effettiva, così come l'assicurazione infortuni, ecc. Come previsto dalla stessa legge, ADMO è presente nella "Commissione Nazionale per i Trapianti allogenici da non consanguineo".

Dalla tipizzazione alla donazione

In caso di riscontro di una compatibilità con un paziente in lista di attesa, il donatore sarà chiamato a ulteriori esami di sangue, per definire meglio il livello di compatibilità e di idoneità alla donazione.  

A questo punto entra anche in gioco la "serietà" del donatore: l'adesione firmata in occasione del primo prelievo ha solo valore morale e fino all'ultimo il potenziale donatore può ritirarsi, ma è facile immaginare con quali conseguenze per le speranze e la vita del paziente!